Carlo Somaschini - incisore- San Rocco, il cane

incisore


San Rocco, il cane


 
 

Come altri Santi (vedi Santa Agnese e Sant’Antonio) anche San Rocco ha per simbolo un animale, un cane. Pellegrino francese (da qui gli attributi del mantello, del bastone, del cappello e della fiaschetta) è diretto a Roma, dove cura e guarisce i malati dell’epidemia di peste che infuriava in Italia, nella seconda metà del Trecento. Durante il viaggio di ritorno si ammala della terribile malattia e si isola in una grotta per non contagiare altre persone. A salvarlo dalla malattia e dall’inedia fu un cane che provvide quotidianamente a portargli del pane. Il più invocato Santo taumaturgo, spesso rappresentato con San Sebastiano, è ritratto nella tradizione, mentre offre alla vista dell’osservatore la coscia nuda a mostrare il bubbone che gli è comparso vicino all’inguine. Nella incisione, il Santo-viaggiatore è bloccato nei movimenti dal morbo contratto e le sue ferite sono esposte come cavità di un vecchio tronco malato. Il cane salvifico, con l’insegna di San Giacomo sulla testa, viene dal cielo ed è appena atterrato in suo soccorso portando quel pane che lo guarirà definitivamente.